Storie di vita, esperienza, condivisione – nuovo ordine

On the netroad

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Nuovo ordine
@ Contemporary Art Circle

Maryam Aeenmehr e Saba  Najafi, hanno creato un installazione in situ, ad hoc per l’edizione 2017 di studi festival.  Nel Contemporary Art Circle, studio di Saba Najafi, le due artiste hanno passato due notti, condividendo esperienze ed idee, ma soprattutto trasponendo il loro vissuto nell’installazione-casa.
Si tratta di un fortissimo lavoro emotivo, che traspare chiaramente al visitatore che inizia il percorso.
Dall’ingresso, si possono notare libri dell’infanzia, ricordi che si aggiungono poi mano mano che ci si addentra in stretti corridoi di oggetti personali, e opere. Lentamente ci si fa spazio ripercorrendo l’esperienza di abbandono, di emigrazione comune alle artiste.  Ogni valigia, libro, foglio.. è pieno di un significato intimo. Inevitabilmente, l’attenzione viene canalizzata sulla narrazione di una fuga. Gli unici testimoni sono i beni che scegliamo correndo, quelli a cui siamo più attaccati o quelli che abbiamo raccolto per necessità primordiale. Questi oggetti assieme a opere di vario materiale, interpellano direttamente la sensibilità umana, ci si identifica riferendosi a esperienze che vengono universalizzate in narrazioni senza tempo.

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Un tendaggio afghano, i cui motivi tradizionali vengono integrati con mitra ed elicotteri, è sufficientemente esplicito in un processo di appropriazione, viaggio, fuga, irrequietezza di arte e di vita.
Le scelte sofferte durante il cammino,  sono quelle che conducono alla creazione. Non c’è distinzione qui tra arte e vita, le esperienze vengono messe in mostra, non importa quanto difficoltose esse siano.  Il caos si riflette allora nel disordine degli oggetti, nell’accumulo barocco di cose, che impaccia fisicamente il visitatore.

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Alla fine, si perviene ad un equilibrio. Saba Najafi parla di equilibrio tra culture, una condizione artisticamente proficua, che permette di valorizzare il proprio cammino come donna emigrante, le esperienze proprie e d’intere comunità.   Non è solo la storia di due artiste iraniane, è quella mia, dell’umanità che dalla notte dei tempi condivide racconti ed esperienze di viaggi infiniti.


pubblicato in origine su studi festival


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